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PRILS LAZIO 2013

PRILS LAZIO - FONDO EUROPEO PER L'INTEGRAZIONE 2013:
CONTESTO

 La Regione Lazio si pone al 2 posto in Italia, dopo la Lombardia, relativamente alla percentuale di incidenza di cittadini di Paesi terzi sulla popolazione autoctona,pari al 12,22% (Fonte: Istat, 2013. Cittadini non comunitari regolarmente soggiornanti al 1° gennaio 2013). Tale dato implica la rilevanza di politiche e programmi di sistema al fine di favorire l’integrazione sociale della cittadinanza a livello regionale.

In riferimento all’Accordo di Integrazione e successivi atti di regolamentazione, la conoscenza del sistema civico nonché della lingua italiana costituisce, oltre che il primo fattore di integrazione sociale, requisito formale per la permanenza regolare dello straniero sul territorio nazionale.

Il DPR 179/2011 e l’Accordo quadro del 7/8/12 sottoscritto dal MIUR e dal Ministero dell’Interno, prevedono che i CTP assumano un ruolo chiave nel processo di integrazione linguistica nonché negli adempimenti di legge previsti dall’Accordo di integrazione, essendo questi gli affidatari dei servizi di erogazione della sessione di formazione civica e informazione nonché di insegnamento dell’italiano L2.
Tale assetto pone come condizione essenziale per il buon funzionamento del sistema, la più ampia cooperazione tra l’USR e la rete dei CTP, le Prefetture UTG-SUI e gli attori del territorio al fine di realizzare un sistema accessibile e fruibile ai cittadini stranieri soggiornanti nel Lazio.

Dal 2011 ad oggi, in sede di rilevazione del fabbisogno nel Lazio, è emersa con forza da più parti la presenza di evidenti lacune linguistiche di una parte dei cittadini dei Paesi terzi che risiedono da molto tempo in Italia e l'esigenza di identificare misure capaci di eliminare o attenuare tale criticità quali:
• l'informazione tempestiva dell'esistenza del servizio di insegnamento della lingua italiana sul territorio;

• la insufficiente copertura dei territori laziali più lontani e non appartenenti all'ambito provinciale romano nonché la necessità di fare fronte ai loro fabbisogni specifici anche attraverso la rete degli enti del privato sociale;

• la rilevanza della comunicazione sinergica tra i CTP e CTI per l'individuazione delle criticità e del fabbisogno formativo dei cittadini stranieri a livello locale;

• l'utilità di avviare un percorso di bilancio di competenze e orientamento al lavoro partendo dalla rete dei CTP;

• l’esigenza di mirare alle categorie vulnerabili (analfabeti ecc);

• l'importanza del fare rete tra gli attori del sistema, finalizzata alla creazione di un sistema efficace e sostenibile capace di individuare il reale fabbisogno del territorio e di rispondere allo stesso.

Per tali ragioni, la Regione Lazio intende contribuire al consolidamento e ampliamento del sistema formativo pubblico e gratuito per i cittadini dei Paesi terzi regolarmente soggiornanti nel Lazio, assicurandone così l’efficienza ed efficacia nonché il raggiungimento del più elevato numero possibile di destinatari finali.